Visite: 1361

 

I diversi plessi dell’Istituto Comprensivo Giovanni Paolo II sorgono nell’entroterra dell’area litoranea di Roma, nei quartieri denominati Villaggio San Francesco e Dragoncello.

 

La costruzione del Villaggio San Francesco risale agli anni ’48-’49 per volontà, in buona parte, di Papa Pio XII per le famiglie senza casa, che, numerose, vivevano a Roma in condizioni di estrema povertà. Alcune abitazioni furono assegnate a profughi ed ex-combattenti.

 

Accanto a questo primo nucleo, nel tempo, sono sorte unità abitative costruite in gran parte abusivamente; l’espansione edilizia del territorio si è, pertanto, integrata con gli insediamenti vicini.

 

Negli ultimi anni la zona si è arricchita di nuovi insediamenti familiari, per lo più trasferitisi dal centro di Roma, ciò ha permesso un incremento culturale e un innalzamento del livello di cultura, che in passato era medio - basso. Il titolo di studio più diffuso era la licenzia media, oggi possiamo annoverare anche un certo numero di diplomati e laureati.

 

L’area, da zona agricola, si è andata progressivamente trasformando in quartiere di periferia con tutti i problemi ad esso collegati.

Inoltre, la mancanza di tradizioni e di interessi comuni, aggravata dalle differenze linguistiche e dialettali, ha, per lungo tempo, impedito il formarsi di una coscienza sociale di gruppo.

 

 La maggior parte dei genitori degli alunni è impiegata nel commercio o nella pubblica Pubblica Amministrazione: per questo, come qualifica professionale, predomina il generico “lavoratore dipendente”. Negli ultimi anni, inoltre, un cospicuo numero di alunni stranieri iscritti in tutte le classi dell’Istituto, appartiene a nuclei familiari di recente immigrazione che presentano situazioni economiche e lavorative estremamente precarie.  Nelle vicinanze del Villaggio si è sviluppato, a partire dal 1988, il quartiere di Dragoncello costituito per lo più da palazzi appartenenti a vari enti, abitato da lavoratori impegnati, nella maggioranza, nel settore terziario, pendolari, con un livello economico-culturale più elevato, ma con situazioni familiari a volte instabili e complesse.

 

I due quartieri limitrofi, ma non integrati, presentano problemi comuni, quali l’inadeguatezza dei mezzi pubblici, la mancanza di strutture, in particolare di punti di riferimento per bambini e ragazzi in età evolutiva, quali centri sportivi e ricreativi, cinema, teatro, per cui è prioritaria l’esigenza di fare della scuola un motore nell’allargamento degli orizzonti culturali della popolazione giovanile.

 

In questo contesto sono abbastanza frequenti fenomeni di disagio sociale: ragazzi che dimostrano incapacità di orientarsi, di riconoscere le proprie attitudini e inclinazioni, difficoltà a costruire la propria identità e che, a scuola, vanno incontro sistematicamente all’insuccesso nelle performance scolastiche.

Torna su